Un oggetto cambia valore quando cambia lo sguardo con cui lo osserviamo. Ciò che per una persona non serve più può diventare utile per qualcun’altra; ciò che sembrava destinato allo scarto può tornare in circolo e generare nuove possibilità.
È da questa idea semplice, ma capace di mettere in discussione le nostre abitudini, che nasce la festa finale di Pianeta A – FormAzioni e pratiche per un mondo sostenibile, il progetto realizzato da Cooperativa Ruah con il sostegno di Fondazione della Comunità Bergamasca.
Sabato 11 luglio, dalle 16.00 alle 19.00, gli spazi di Edoné accoglieranno uno Swap Festival dedicato al riuso e alla capacità di trasformare anche i gesti quotidiani in occasioni di partecipazione.
Durante l’anno, Pianeta A ha attraversato scuole, quartieri e spazi di comunità attraverso percorsi educativi, attività del programma Green School, Swap Party e Centri del Riuso Itineranti.
Esperienze diverse, unite da uno stesso approccio: la sostenibilità non come insieme astratto di principi, ma come pratica da sperimentare. Ridurre gli sprechi, prolungare la vita degli oggetti e interrogarsi sui propri consumi diventano così modi concreti per comprendere il legame tra scelte individuali e di comunità.
La transizione ecologica, infatti, non riguarda soltanto tecnologie e processi produttivi. Passa anche dalla possibilità di costruire nuove abitudini e rendere accessibili alternative al consumo lineare.
Nel corso del pomeriggio sarà possibile portare beni ancora in buono stato e rimetterli in circolo attraverso lo Swap Party e il Centro del Riuso Itinerante.
Ma gli oggetti non cambieranno soltanto proprietario. Grazie al Progetto AriTmica, potranno trasformarsi anche in strumenti musicali (partecipazione gratuita, è gradita prenotazione alla mail [email protected])
Un porta-CD, una cesta da friggitrice, una ciotola o un vassoio possono produrre un ritmo? Il laboratorio socio-espressivo di AriTmica parte proprio da questa domanda e utilizza materiali quotidiani e inaspettati per creare musica, esplorare le dinamiche del gruppo e favorire collaborazione e ascolto.
Un’attività aperta a bambine, bambini e persone adulte, nella quale il riuso incontra il gioco e la creatività.
La giornata conclusiva non sarà soltanto il momento finale di un progetto, ma una restituzione pubblica del lavoro svolto insieme a scuole, famiglie, realtà territoriali e partner.
Pianeta A ha mostrato come l’economia circolare possa diventare anche un’esperienza educativa e comunitaria: non solo ridurre l’impatto ambientale, ma creare occasioni di partecipazione e scambio di competenze.
Rimettere in circolo un oggetto significa riconoscerne il valore oltre il suo primo utilizzo. Rimettere in circolo conoscenze e pratiche generando relazioni significa contribuire a costruire comunità più consapevoli e capaci di immaginare insieme il proprio futuro.




