T’IMpatto: arte e sostenibilità per leggere il territorio che cambia

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La sostenibilità non è un tema lontano dalla vita quotidiana. Passa dagli oggetti che usiamo, dai materiali che scartiamo, dai luoghi che abitiamo e dal modo in cui impariamo a raccontarli.

Da questa idea prende forma T’IMpatto, il progetto biennale promosso da Cooperativa Ruah insieme a The Drawing Hall, nell’ambito del Bando Clima Creativo di Fondazione Cariplo, che coinvolge alcune classi dell'I.S.I.S. Oscar Romero di Albino.

Con l'avvio del progetto, studenti e studentesse hanno iniziato a lavorare su una domanda comune: come possiamo leggere gli impatti ambientali del nostro modo di produrre, consumare e vivere il territorio?

Per rispondere, il percorso intreccia educazione ambientale, laboratori sul ciclo di vita degli oggetti, turismo responsabile, mappatura partecipata e pratiche artistiche. Attività diverse, ma collegate da un unico filo: partire da esperienze concrete per costruire uno sguardo più consapevole e una maggiore conoscenza del proprio territorio.

Il primo anno ha costruito le basi di questo lavoro. Il secondo accompagnerà ragazze e ragazzi verso una restituzione artistica e narrativa capace di raccontare Albino e la Valle Seriana attraverso il loro sguardo.

Un progetto biennale nella Valle Seriana

T’IMpatto si sviluppa da settembre 2025 a giugno 2027 e nasce in un territorio attraversato da trasformazioni ambientali e sociali sempre più evidenti. La Valle Seriana è un contesto ricco di storia, produzione locale e pratiche comunitarie, ma sperimenta da vicino anche gli effetti della crisi climatica, con il conseguente cambiamento del turismo montano e la necessità di immaginare nuove forme di sviluppo.

Il progetto prova a lavorare dentro questa complessità, portando a scuola strumenti di lettura critica e occasioni di partecipazione. Studenti e studentesse non sono destinatari passivi, ma parte attiva del percorso: osservano, scelgono, progettano e contribuiscono alla costruzione delle restituzioni finali.

Attorno al progetto si è costruita una rete di realtà territoriali, ambientali e culturali: DESSBg – Distretto di Economia Sociale e Solidale, Legambiente Bergamo, Biodistretto Agricoltura Sociale BG, Cooperativa Gherim, Teatro Chapati, L’Aquilone Cooperativa Sociale Onlus e Comitato Orobie Vive.

Dal clima al consumo responsabile

La prima annualità ha preso avvio da un lavoro di formazione e confronto sui temi della crisi climatica e degli Obiettivi dell’Agenda 2030.

Tra i possibili focus, le classi hanno scelto di proseguire il percorso sull’Obiettivo 12: consumo e produzione responsabili. Una scelta che permette di tenere insieme molti livelli: gli oggetti che usiamo ogni giorno, le filiere che li producono, gli scarti che generiamo, le alternative possibili.

Con il contributo di Legambiente e DESS, studenti e studentesse hanno approfondito il ciclo di vita dei prodotti, l’impronta ambientale e le pratiche che possono ridurre sprechi e impatti. Il lavoro non si è limitato alla trasmissione di contenuti: ogni attività è stata pensata per trasformare i temi ambientali in esperienza e possibilità di azione.

Turismo responsabile: immaginare viaggi più consapevoli

Una tappa importante del percorso è stata dedicata al turismo responsabile, attraverso momenti partecipativi con Roxana Ivana, accompagnatrice interculturale del progetto Migrantour.

Dopo aver approfondito e classi hanno lavorato in gruppo alla costruzione di proposte di viaggio sostenibile, ragionando su trasporti, accessibilità, comunità locali, esperienze lente e impatto ambientale. I cartelloni realizzati hanno mostrato una prima consapevolezza sul tema, ma anche il bisogno di rendere più concrete alcune parole spesso usate in modo generale, come “sostenibile” o “rispettoso”.

Il laboratorio è diventato così un esercizio di sguardo: non solo progettare un viaggio, ma chiedersi quali effetti produce, chi coinvolge, quali risorse utilizza e quali relazioni attiva.

Da qui ad Albino: mappare il territorio vissuto

Dopo il lavoro sul turismo responsabile, lo sguardo si è avvicinato al territorio reale.

Attraverso incontri con alcune realtà locali — Frutteto Sociale, Museo della Torre di Comenduno, Maglio Calvi e Associazione Astorica — studenti e studentesse hanno iniziato a leggere Albino come un insieme di luoghi, storie, pratiche e possibilità.

La mappatura partecipata ha fatto emergere elementi molto diversi: il Santuario della Madonna della Gamba, l’I.S.I.S. Oscar Romero, il Museo della Torre, il Comune di Albino, il Ponte Romanico, la Biblioteca e il Fiume Serio. Accanto ai luoghi storici e paesaggistici sono comparsi anche spazi della quotidianità, servizi pubblici, realtà produttive e riferimenti multiculturali, segno di una rappresentazione del territorio non limitata ai monumenti.

Questa prima mappa collettiva sarà una base importante per la seconda annualità, quando il progetto lavorerà alla costruzione di un itinerario narrativo su Albino e sulla Valle Seriana.

L’arte come linguaggio di ricerca

Accanto alla parte ambientale e territoriale, T’IMpatto ha avviato un percorso artistico curato da The Drawing Hall, spazio indipendente dedicato al disegno contemporaneo e alla ricerca sui linguaggi visivi.

Il lavoro ha permesso a studenti e studentesse di avvicinarsi all’arte non come prodotto finale, ma come processo di osservazione, scelta e rielaborazione. L’incontro con Andrea Mastrovito ha aperto una riflessione sul disegno come strumento per guardare la realtà, interpretarla e tradurla in immagini. Con il workshop “Global Education” di Giuseppe Stampone, il percorso si è poi concentrato sugli Abbecedari e sulle Mappe, pratiche artistiche partecipate che raccolgono parole, segni e memorie di un luogo.

Dentro questa cornice, ragazze e ragazzi hanno sperimentato tecniche diverse, dalla cianotipia al collage, dal frottage alla composizione visiva, fino alla costruzione di un primo alfabeto collettivo legato alla sostenibilità e al territorio.

L’arte, dentro T’IMpatto, non arriva alla fine come decorazione. Diventa un modo per dare forma a ciò che si è imparato, per tenere insieme dati ambientali, esperienze vissute e immaginari personali. Nel 2027 questo lavoro proseguirà verso la realizzazione di un prodotto artistico partecipato, pensato come restituzione alla scuola e alla comunità.

Una chiusura aperta: Luce agli scarti

Negli ultimi giorni dell’anno scolastico, durante la mattinata di cogestione organizzata da studenti e studentesse, Cooperativa Ruah ha proposto anche Luce agli scarti, un laboratorio dedicato all’upcycling e al ciclo di vita degli oggetti.

L’attività ha aperto il percorso a un gruppo più ampio della comunità scolastica, offrendo un’esperienza concreta sul valore nascosto dei materiali destinati allo scarto. Un modo per chiudere la prima annualità tornando a una delle domande centrali del progetto: che cosa può ancora trasformarsi, se impariamo a guardarlo diversamente?

Un lavoro ancora in cammino

La seconda annualità sarà dedicata alla ricerca sul territorio, alla costruzione dell’itinerario narrativo e alla produzione dell’opera finale. Il percorso si concluderà con un momento pubblico di restituzione aperto alla comunità scolastica, ai partner, alle realtà territoriali e alla cittadinanza.

T’IMpatto non propone risposte semplici a questioni complesse. Prova piuttosto ad accompagnare ragazze e ragazzi a immaginare modi nuovi per raccontare e abitare un territorio con una forte identità e una ricca storia e i cambiamenti che lo stanno caratterizzando.

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