Che cosa rende un centro di accoglienza qualcosa di più di un luogo temporaneo? In che modo le relazioni quotidiane possono incidere sul benessere, sulla fiducia e sui percorsi di autonomia delle persone accolte?
A queste domande prova a rispondere il report “Relazioni generative: identità, benessere e capitale sociale nei Centri di Accoglienza Straordinaria”, una ricerca esplorativa condotta presso il CAS di Via Sudorno, a Bergamo.
Il lavoro nasce dall’ascolto diretto delle persone coinvolte: sono state realizzate 27 interviste con persone accolte o già uscite dal CAS, affiancate da questionari rivolti a volontarie, volontari e figure professionali dell’accoglienza. Ne emerge uno sguardo concreto sul valore dell’approccio relazionale nei percorsi di accoglienza.
Le persone intervistate non descrivono il CAS solo come una struttura o un servizio, ma come uno spazio di riconoscimento. Ricorrono parole come “casa”, “famiglia”, “culla”, immagini che raccontano il bisogno di protezione, ma anche la possibilità di ricostruire fiducia e progettualità dopo percorsi spesso complessi.
Il report evidenzia come le relazioni quotidiane con operatrici, operatori, pari e volontari possano diventare fattori di benessere, orientamento e appartenenza. La relazione, in questa prospettiva, non è un elemento accessorio dell’accoglienza, ma una dimensione centrale: permette alle persone di sentirsi riconosciute, sostenute e parte di una rete.
Allo stesso tempo, la ricerca mostra che l’impatto riguarda anche chi partecipa ai percorsi di accoglienza come volontario o volontaria. L’esperienza del buddy, ad esempio, viene raccontata non come semplice aiuto, ma come occasione di incontro, consapevolezza e trasformazione reciproca.
Il report non nasconde le criticità. Tra le principali difficoltà emergono l’apprendimento della lingua italiana, la gestione dei documenti, la burocrazia e il passaggio alla vita fuori dal CAS. Proprio la fase post-accoglienza appare come uno dei momenti più delicati, perché può comportare la perdita non solo di un supporto materiale, ma anche di relazioni significative.
Dalla ricerca emergono alcune indicazioni operative: rafforzare la formazione relazionale e interculturale, potenziare l’orientamento linguistico e documentale, costruire reti di accompagnamento post-CAS e favorire occasioni di incontro tra centro di accoglienza, cittadinanza, scuole, associazioni e territorio.
Il CAS, in questa lettura, non è solo un luogo di transito. Può diventare uno spazio generativo, capace di produrre benessere, capitale sociale, appartenenza e partecipazione. Un luogo in cui le persone accolte non sono destinatarie passive di un servizio, ma soggetti attivi, portatori di storie, competenze e possibilità.
Domenica 17 maggio l’Orto Botanico G. Longhi di Romano di Lombardia ospiterà la “Festa di Primavera – Facciamo fiorire la pace”, una giornata diffusa di attività dedicate ad ambiente, relazioni, benessere e partecipazione, promossa dalla rete “Seminare Valore, Coltivare Comunità”.
All’interno della manifestazione sarà presente anche Triciclo Bergamo con uno spazio dedicato alla vendita second hand e alla promozione del riuso come pratica quotidiana di sostenibilità ambientale e sociale.
La festa nasce per valorizzare relazioni, comunità e cura dei territori attraverso esperienze condivise e attività aperte a tutte le età. Il programma della giornata intreccia laboratori, incontri, musica, natura e pratiche di benessere, trasformando l’Orto Botanico in uno spazio di incontro e partecipazione.
Tra le attività previste:
La presenza di Triciclo si inserisce nel lavoro che Cooperativa Ruah porta avanti sui temi dell’economia circolare, del riuso e della sostenibilità, promuovendo pratiche capaci di unire attenzione ambientale, inclusione sociale e costruzione di comunità.
📅 Domenica 17 maggio 2026
📍 Orto Botanico G. Longhi
Romano di Lombardia
⚠️ In caso di maltempo l’evento sarà rimandato a domenica 31 maggio.
Anche quest’anno Bergamo e il territorio provinciale si preparano alla Giornata Mondiale del Rifugiato attraverso un percorso condiviso di incontri pubblici, laboratori e momenti culturali promossi da una rete di associazioni, enti e realtà sociali del territorio.
Anche i progetti SAI attivi sul territorio contribuiscono alla costruzione di spazi pubblici di incontro, sensibilizzazione e partecipazione insieme a persone rifugiate, operatori e cittadinanza.
Il calendario propone occasioni diverse per riflettere sui temi del diritto d’asilo, delle migrazioni e dell’accesso ai diritti, alternando momenti formativi, dialoghi pubblici, laboratori artistici e iniziative diffuse nelle biblioteche e negli spazi culturali del territorio bergamasco.
Particolare attenzione sarà dedicata ai laboratori realizzati con i beneficiari dei progetti SAI, pensati come spazi creativi e collettivi per raccontare appartenenze, desideri, territori e diritti attraverso pratiche artistiche e partecipative. Tra questi, “La voce dei diritti”, laboratorio dedicato alla creazione di vessilli personali che comporranno una grande opera collettiva, e un laboratorio di mappatura partecipata del territorio che riflette sulle barriere all’accesso ai diritti e sui luoghi della quotidianità.
Il percorso culminerà il 20 giugno con la “Festa al Parco del Galgario”, una giornata pubblica con camminata a tappe, testimonianze di persone rifugiate, performance del Teatro dell’Oppresso, musica dal vivo e un momento conviviale promosso dal Coordinamento dei SAI.
📍PROMUOVONO:
ACLI Bergamo APS, Associazione MICAELA ODV, CGIL Bergamo, CIR Bergamo (Consiglio Italiano Rifugiati), CISL Bergamo, Common circolo giovani ACLI Bergamo, Comune di Bergamo, Coordinamento provinciale bergamasco enti locali per la Pace e per i Diritti Umani, Insieme per Mano ETS, Mediterranea Saving Humans EDT Bergamo, Programma Community Matching - UNHCR, ResQ People Saving People, Rete bergamasca Pace e Disarmo, Ink Club, We Care Bergamo, Comune di Levate, Comune di Osio Sotto e
Consorzio Valcavalina e Medici senza Frontiere.
In un tempo in cui la pratica clinica rischia sempre più spesso di essere ridotta a linguaggi standardizzati, protocolli e classificazioni, il Centro Fo.R.Me di Cooperativa Ruah e la Fondazione Emilia Bosis propongono un percorso formativo dedicato a chi opera nei contesti della cura e della relazione d’aiuto.
“AVERE CURA DELLA CLINICA - 𝐎𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐥’𝐨𝐠𝐠𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: 𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐡𝐞, 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ ” nasce come spazio di riflessione e confronto per interrogarsi su cosa significhi oggi “fare clinica”, rimettendo al centro la soggettività delle persone, la complessità delle storie individuali e il valore della relazione.
Il percorso si sviluppa attraverso cinque incontri tra settembre e novembre 2026, affrontando alcuni nodi fondamentali della pratica clinica contemporanea:
Attraverso questi temi il percorso proverà a interrogare il rapporto tra diagnosi e identità, il rischio di oggettivazione della persona, il ruolo del linguaggio clinico, la gestione del limite e la possibilità di costruire pratiche capaci di accogliere la complessità senza ridurla a categorie astratte.
Il percorso sarà condotto da Rita Finco, antropologa e direttrice del Centro Fo.R.Me, Angelo Villa, psicoanalista e docente IRPA, e Gianluca Guizzetti, medico psichiatra e psicoterapeuta.
L’iniziativa si inserisce nel lavoro che Centro Fo.R.Me porta avanti sui temi dell’etnoclinica, della cura e della lettura interdisciplinare della sofferenza, promuovendo spazi formativi capaci di mettere in dialogo saperi clinici, sociali, educativi e antropologici.
📍 Sedi:
Centro Fo.R.Me – Cooperativa Ruah, Bergamo
Fondazione Emilia Bosis, Verdello (BG)
📅 Periodo:
dal 16 settembre al 18 novembre 2026
⏰ Orario:
18:00 – 20:00
👥 Destinatari:
professionisti e professioniste della cura, educatori ed educatrici, psicologi e psicologhe, psichiatri, infermieri e assistenti sociali
⚠️ Posti disponibili:
massimo 35 partecipanti
🗓️ Termine iscrizioni:
3 luglio 2026
👉 Iscrizioni:
https://forms.gle/mQWCN6wvj4GosVeC6
Come si restaura un mobile? Quali strumenti utilizza chi lavora il legno? E cosa significa oggi prendersi cura di un oggetto invece di sostituirlo?
Durante il laboratorio, i partecipanti potranno sperimentare alcune tecniche e fasi della lavorazione del legno e del restauro, entrando in contatto, in un contesto guidato e in sicurezza, con strumenti tradizionali e macchinari professionali: pialle, scalpelli, sgorbie, seghe manuali ma anche sega a nastro, levigatrici e pialle filo-spessore, nei . Sarà un’occasione per avvicinarsi concretamente a pratiche artigiane che intrecciano manualità, recupero e attenzione ai materiali.
Il laboratorio vuole anche offrire uno sguardo sul valore culturale ed ecologico del riuso: restaurare significa conservare memoria, ridurre sprechi e riscoprire il valore dei materiali e del lavoro manuale. Un approccio che intreccia sostenibilità ambientale, competenze pratiche e attenzione educativa verso le nuove generazioni, in linea con la visione eco-sociale promossa da Cooperativa Ruah.
L’attività si inserisce nel più ampio percorso di Pianeta A, sostenuto da Fondazione della comunità Bergamasca. Attraverso centri del riuso itineranti, swap party e laboratori, il progetto promuove pratiche di riuso, scambio e consumo consapevole, valorizzando al tempo stesso partecipazione e socialità nei territori.
Il laboratorio si terrà presso il Laboratorio di falegnameria della Cooperativa Il Mosaico, in via Madonna dei Campi 38A a Sorisole.
Date e orari:
28 e 29 maggio | dalle 9 alle 13
Posti disponibili:
massimo 20 partecipanti
Iscrizioni:
https://forms.gle/tkicqHhEwGKR6Cti9
È aperta la call per partecipare al percorso formativo gratuito di Migrantour Bergamo e diventare accompagnatori e accompagnatrici interculturali.
Migrantour è una rete europea di percorsi urbani interculturali, attiva in diverse città italiane ed europee. I percorsi sono condotti da persone con background migratorio e propongono un modo diverso di leggere la città, attraverso storie, esperienze e punti di vista che mettono in relazione territori e migrazioni.
A Bergamo il progetto è promosso da Cooperativa Ruah.
Il percorso formativo ha l’obiettivo di accompagnare le persone partecipanti nello sviluppo di competenze per la conduzione di gruppi e la narrazione del territorio in chiave interculturale. Non si tratta di un corso teorico, ma di un’esperienza che combina osservazione sul campo, momenti formativi e affiancamento operativo.
Il percorso è rivolto a persone con background migratorio/esperienze di migrazione che vivono a Bergamo o in provincia, con:
Il percorso si svolgerà tra maggio e giugno 2026 e prevede:
La partecipazione è gratuita.
Il percorso ha una finalità formativa: per una parte delle persone partecipanti potrà rappresentare anche un’opportunità di collaborazione nelle attività di Migrantour. Maggiori dettagli saranno condivisi e approfonditi in sede di colloquio.
Le candidature sono aperte fino al 7 maggio.
Per candidarti compila il modulo a questo link: clicca qui e raccontaci chi sei!
Per informazioni scrivi a 📩 [email protected]
🔗 Scopri la rete Migrantour: https://migrantour.org/
📎Scarica la locandina completa del corso
Dal 12 al 16 maggio 2026 torna a Bergamo IFF Integrazione Film Festival, il festival di cinema promosso da Cooperativa Impresa Sociale Ruah, che quest’anno raggiunge la sua ventesima edizione. Le proiezioni e gli eventi si terranno all’Auditorium CULT! in Piazza della Libertà.
Ingresso gratuito, prenota il tuo posto qui: PRENOTA IL TUO POSTO IN SALA!
Nato e cresciuto all’interno del lavoro della cooperativa, IFF non è solo un appuntamento culturale, ma un progetto che nel tempo ha sviluppato una dimensione educativa e territoriale. Accanto alle giornate di festival, ogni anno prende forma un lavoro continuo fatto di laboratori, workshop e percorsi nelle scuole, in cui il cinema diventa uno strumento per leggere il presente, interrogare stereotipi e aprire spazi di confronto.
Il programma 2026 è ora online e comprende 10 cortometraggi in concorso (più un titolo fuori concorso), 5 documentari in concorso e 3 lungometraggi in eventi speciali, per un totale di oltre 30 appuntamenti tra proiezioni, incontri con registi e attori, talk, mostre e workshop. I film e gli ospiti arrivano da diversi Paesi, confermando la dimensione internazionale del festival.
La 20a edizione di IFF celebra il cinema come spazio di libertà, dove parole, corpi e storie trovano espressione. I film e gli eventi collaterali in programmazione indagano come il diritto alla mobilità e alla parola si intreccino con privilegi, ostacoli e discriminazioni razziali. Mettono al centro le origini, le lingue madri e le tradizioni familiari e culturali come luoghi da proteggere, ma anche come territori fragili, spesso minacciati dall’assimilazione o dalla perdita di memoria. Raccontano identità che non restano mai immutabili, ma si ridefiniscono nell'incontro con l'altro, attraversando confini visibili e invisibili.
Accanto al concorso, il programma si costruisce attraverso una rete ampia di collaborazioni. Tra queste, la partnership con il Bergamo Film Meeting, con cui viene presentato il film di apertura (Porte Bagage di Abdelkarim El-Fassi, vincitore della 44° Mostra Concorso), e il dialogo con Università degli Studi di Bergamo, coinvolta anche in momenti di approfondimento e nella giuria. In programma anche un panel legato alla proiezione del documentario The Encampments, che vedrà il contributo di Banca Etica, dedicato ai temi delle mobilitazioni contemporanee e delle narrazioni pubbliche e la proiezione del cult L'Odio, sempre con Unibg.
Mercoledì 13 maggio alle ore 21 va in scena il monologo Il secolo è mobile di Gabriele Del Grande, prodotto da ZalabDoc. Un viaggio tra immagini, parole e scenari possibili che invita a ripensare il rapporto tra mobilità, diritti e cittadinanza. Venerdì 15 maggio alle 18 sarà appuntamento con la serie tv Nathan K. di Grete Samsa, prodotta da Rai Fiction, Elsinore Film e Associazione Premio Solinas con la regia di Alessio Lauria. La serie racconta la storia del primo stand-up comedian nero d’Italia. Una proiezione speciale alla presenza del cast (tra cui Nathan Kiboba, Chloe Vescovi, Maurizio Bousso) per riflettere su rappresentazione e identità attraverso il linguaggio della serialità contemporanea.
Il festival mantiene inoltre una forte attenzione al coinvolgimento delle nuove generazioni, con matinée e percorsi rivolti alle scuole superiori della provincia, in cui il cinema diventa occasione per lavorare su rappresentazione, multiculturalità e superamento degli stereotipi.
Il festival è gratuito e aperto alla città. È possibile sostenerlo anche attraverso la tessera del festival, per contribuire a mantenerlo accessibile e a sostenerne la qualità nel tempo (scopri qui le tessere!)
Il programma completo e tutti gli aggiornamenti sono disponibili sul sito ufficiale:
www.iff-filmfestival.com
Sabato 18 aprile Casa Amadei ospita la Festa di Primavera, un pomeriggio aperto alla città pensato per creare occasioni di incontro tra persone, esperienze e progetti.
L’iniziativa si apre alle 15:00 con la sfilata di Triciclo Bergamo, che porta al centro il valore del riuso anche come espressione creativa e quotidiana. Nel corso del pomeriggio sarà possibile curiosare tra capi e accessori second hand di Triciclo Bergamo, presenti a Casa Amadei per l’occasione. Triciclo è il progetto di economia circolare della cooperativa, dove il riuso diventa anche occasione di lavoro e di attivazione sul territorio.
Alle 17:00 spazio al gioco con la valigia di Marco e Anna, un progetto nato a Parma per ricordare il giornalista Marco Federici. Si tratta di una valigia itinerante piena di giochi per tutte le età, pensata per attivare momenti collettivi e accessibili, in cui il gioco diventa occasione di incontro.
Durante tutta la giornata sarà presente anche il progetto Community Matching, promosso da UNHCR insieme a CIAC e Refugees Welcome Italia, di cui Cooperativa Ruah è parte. Il progetto favorisce la creazione di relazioni tra persone rifugiate e comunità locali, attraverso percorsi di conoscenza reciproca e accompagnamento.
La Festa di Primavera è un’occasione per abitare uno spazio condiviso in modo semplice, intrecciando pratiche di riuso, momenti di socialità e possibilità di incontro tra storie e percorsi diversi.
Il 12 aprile 2026, a Monte di Nese (Alzano Lombardo), si terrà una giornata dedicata alla memoria e alla consapevolezza, a ottant’anni da una vicenda poco conosciuta ma profondamente significativa per il territorio.
Nell’aprile del 1945, durante le ultime fasi della Seconda guerra mondiale, un gruppo di giovani soldati di origine azera, furono uccisi dalle forze nazifasciste. Una pagina di storia rimasta per lungo tempo ai margini della memoria collettiva.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di riportare l’attenzione su questa vicenda, costruendo un dialogo tra passato e presente.
La giornata si svolgerà presso il Rifugio Mut de Nes, un luogo che si sta affermando come punto di riferimento per il territorio, attraverso iniziative culturali, educative e di comunità rivolte a tutte le età, in uno spazio in cui la montagna incontra il territorio.
Il programma si aprirà alle 9.30 con un momento di introduzione, a cui seguirà una passeggiata narrativa sul territorio a cura di Migrantour Bergamo e la deposizione della corona. Il pranzo condiviso, previsto per le 12.30, sarà un ulteriore momento di incontro tra persone e culture, con un menù ispirato alla cucina orientale. La chiusura è prevista nel pomeriggio.
L’evento è aperto alla cittadinanza. Il pranzo è su prenotazione entro il 10 aprile, contattando Mara al numero 339 4347613.
L’iniziativa è promossa da San Martino Cooperativa Sociale, Cooperativa Ruah, Associazione Mut de Nes, Comune di Alzano Lombardo e AC Alzano, con il sostegno di Fondazione Cariplo.
Il progetto Pianeta A continua a offrire opportunità di scambio e riuso con il Centro del Riuso Itinerante, un’iniziativa che permette alla cittadinanza di portare oggetti in buono stato, donandogli una seconda vita invece di trasformarsi in rifiuti. Oggetti come libri, giochi, utensili per la casa e, in occasione degli swap party, anche abiti, possono essere portati e ritirati dai cittadini.
Ecco dove sarà possibile trovare il Centro del Riuso itinerante nei prossimi mesi:
Un’occasione per scambiare, riutilizzare e sostenere l’ambiente!
Se invece vuoi donare abbigliamento, elettrodomestici o oggetti, puoi rivolgerti a:
Laboratorio del Riuso comunale (no abbigliamento)
all’interno della piattaforma ecologica di via Goltara, gestito da Aprica Gruppo A2A e Cooperativa Ruah
Triciclo Bergamo
📍 Via Cavalieri di Vittorio Veneto 14, Bergamo
🕘 dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 17.30
Qui gli oggetti vengono selezionati e rimessi in circolo, riducendo gli sprechi e sostenendo progetti sociali.





