Che cosa permette a persone con storie diverse di conoscersi e trovare il proprio spazio nella stessa comunità?
Community Matching parte dall’incontro. Il programma mette in contatto persone rifugiate e persone del territorio, creando occasioni per costruire nuove relazioni sociali e favorire una conoscenza reciproca più diretta.
Da questa esperienza nasce un nuovo ciclo formativo gratuito aperto alla cittadinanza, in programma a Bergamo nel mese di ottobre. Tre appuntamenti per comprendere meglio alcune questioni del presente e confrontarsi sulle pratiche che possono contribuire alla costruzione di comunità coese.
Il primo incontro, dal titolo “Nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo: quali ripercussioni su persone e territorio?”, offrirà un approfondimento sui cambiamenti introdotti a livello europeo e sulle loro possibili conseguenze. Interverrà Stefano Vuanello, membro di Naga e del Forum per cambiare l’ordine delle cose.
Il secondo appuntamento sarà dedicato alla figura del buddy e al ruolo che le relazioni possono assumere nei percorsi di inclusione e partecipazione. A guidare l’incontro sarà Alice Bendotti del programma Community Matching, che presenterà il progetto e l'esperienza di chi ha scelto di aderire.
L’ultimo incontro esplorerà le possibilità offerte dai linguaggi artistici nella creazione di occasioni di incontro e partecipazione. Ne parleranno Stefania Visinoni e Marty Semperboni dell’Associazione Immaginare Orlando.
Gli incontri sono aperti a chiunque desideri approfondire i temi proposti, conoscere più da vicino Community Matching e confrontarsi con esperienze concrete di coesione sociale interculturale, a prescindere dalla disponibilità a diventare buddy.
Gli appuntamenti si terranno il 6, 13 e 20 ottobre, dalle 18.30 alle 20.30, presso Sala Living, in via Rampinelli, a Colognola (Bergamo). La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria entro il 2 ottobre. 👉 Compila il modulo di iscrizione
Il percorso è una proposta del progetto Community Matching, realizzato in collaborazione con UNHCR Italia – Agenzia ONU per i Rifugiati e Refugees Welcome Italia, grazie al contributo dell’8x1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.
Dopo gli appuntamenti bergamaschi, IFF – Integrazione Film Festival arriva a Milano per una serata speciale di cinema, confronto e convivialità.
Il 22 settembre, negli spazi all’aperto di Fondazione IBVA, il festival di Cooperativa Ruah, che ogni anno porta a Bergamo storie e sguardi sulle identità contemporanee, sarà protagonista dell’ultima tappa di Social Cinema, la rassegna organizzata con CINEVAN, in collaborazione con Sguardi Scomodi e con il contributo di Fondazione di Comunità Milano Ente Filantropico ETS.
Un appuntamento di fine estate che porta a Milano lo sguardo di IFF e apre uno spazio di incontro e riflessione su identità e rappresentazione.
La serata inizierà alle 19:00 con un momento conviviale, tra la focaccia di Panificando Kitchen e un aperitivo insieme a Enoteca Naturale. Alle 20:00 spazio al talk con la giurista, scrittrice e divulgatrice antirazzistaNogaye Ndiaye, Martina della Minola (IFF) e Francesca Sozzi (Fondazione IBVA), moderato da Taita Ribola de La Redazione Milano.
Alle 21:00 sarà il cinema a prendere la parola, con la proiezione di una selezione di cortometraggi dall’ultima edizione di IFF – Integrazione Film Festival. In programma Altrimenti Inventa di Meriam Jerboua, Langue Maternelle di Mariame N'Diaye, Rise Up di Caterina Salvadori, Samsa di Gianpiero Pumo, L'arte della bandiera bianca di Riccardo Pittaluga.
L'ingresso è libero ma la prenotazione è consigliata a questo link.
📍 Fondazione IBVA, via Santa Croce 15, Milano
📅 22 settembre 2026 | dalle 19:00
🎟️ Ingresso libero, prenotazione consigliata
Un quartiere prende forma attraverso le persone che lo abitano. È da questa convinzione che nasce Cantiere aperto di immaginario urbano, il nuovo progetto promosso da Cooperativa Impresa Sociale Ruah in collaborazione con Associazione Culturale Immaginare Orlando APS, nato da un'idea della Rete di Quartiere San Tomaso.
L'iniziativa coinvolgerà le persone che vivono a San Tomaso de' Calvi in un percorso di partecipazione volto a rafforzare le relazioni, valorizzare il senso di appartenenza e immaginare insieme nuovi modi di vivere il quartiere.
Nei prossimi mesi il progetto porterà attività nelle scuole, percorsi artistici, momenti di incontro aperti alla comunità e la realizzazione partecipata di un'opera pubblica, costruita insieme alle persone che abitano il territorio.
Per avviare le attività è stata attivata una raccolta fondi sulla piattaforma di Fondazione della Comunità Bergamasca.
Il raggiungimento dell'obiettivo consentirà di attivare anche il contributo della Fondazione, moltiplicando così il valore delle donazioni raccolte e permettendo al progetto di prendere avvio.
Ogni contributo rappresenta un passo concreto verso un quartiere più partecipato, accogliente e capace di creare nuove occasioni di incontro.
È possibile contribuire alla raccolta fondi sulla pagina dedicata di Fondazione della Comunità Bergamasca:
Ogni donazione, anche di piccolo importo, aiuta a trasformare questo progetto in una realtà condivisa.
Lunedì 3 agosto, alle 21.00, il Museo della Miniera e dell’Emigrazione di Nembro (Piazzetta dell’Emigrante – via Lonzo, strada verso lo Zuccarello), ospiterà per la prima volta la presentazione a Nembro di Gli ultimi minatori. 8 agosto Marcinelle, il podcast dedicato alle vicende dei minatori italiani emigrati in Belgio realizzato dall’Associazione Nembresi nel mondo, scritto e narrato da Paolo Riva e Diego Ravier, con sound design e musiche di Angelo Miotto, prodotto da Intreccimedia con il contributo di Fondazione Cariplo (Scarica la cartolina)(
L’appuntamento si inserisce nel programma della Festa dell’Emigrante, in un luogo particolarmente significativo per la memoria del territorio: il museo che raccoglie e custodisce le storie di chi ha lasciato Nembro e le valli bergamasche per cercare lavoro lontano da casa.
La serata accompagnerà l’uscita della quarta e ultima puntata del podcast,. Attraverso testimonianze e materiali di ricerca, la serie riporta al centro le voci di chi ha vissuto direttamente la stagione dell’emigrazione italiana nelle miniere belghe.
Nel corso dell’evento sarà presentato anche il fumetto "Sotto le stesse stelle" realizzato da Mario Gabriele Fattorini, Silvia Butera, Paolo Riva e dedicato alla stessa vicenda. La pubblicazione si aggiunge alle opere di Valìs, la collana di Sestante Edizioni realizzata in collaborazione con Cooperativa Ruah, nata per raccontare attraverso il linguaggio del fumetto storie di migrazione, incontri e appartenenze.
Podcast e fumetto attraversano così la stessa memoria con forme narrative differenti: da una parte le voci e i suoni, dall’altra le immagini e il disegno. Un racconto di lavoro e migrazione che, dal passato, continua a parlare al presente e che a Nembro trova un luogo particolarmente significativo in cui essere condiviso.
🎧 Ascolta il podcast: su Spotify lo trovi qui
La sostenibilità non è un tema lontano dalla vita quotidiana. Passa dagli oggetti che usiamo, dai materiali che scartiamo, dai luoghi che abitiamo e dal modo in cui impariamo a raccontarli.
Da questa idea prende forma T’iMPATTO, il progetto biennale promosso da Cooperativa Ruah insieme a The Drawing Hall, nell’ambito del Bando Clima Creativo di Fondazione Cariplo, che coinvolge alcune classi dell'I.S.I.S. Oscar Romero di Albino.
Con l'avvio del progetto, studenti e studentesse hanno iniziato a lavorare su una domanda comune: come possiamo leggere gli impatti ambientali del nostro modo di produrre, consumare e vivere il territorio?
Per rispondere, il percorso intreccia educazione ambientale, laboratori sul ciclo di vita degli oggetti, turismo responsabile, mappatura partecipata e pratiche artistiche. Attività diverse, ma collegate da un unico filo: partire da esperienze concrete per costruire uno sguardo più consapevole e una maggiore conoscenza del proprio territorio.
Il primo anno ha costruito le basi di questo lavoro. Il secondo accompagnerà ragazze e ragazzi verso una restituzione artistica e narrativa capace di raccontare Albino e la Val Seriana attraverso il loro sguardo.
T’iMPATTO si sviluppa da settembre 2025 a giugno 2027 e nasce in un territorio attraversato da trasformazioni ambientali e sociali sempre più evidenti. La Val Seriana è un contesto ricco di storia, produzione locale e pratiche comunitarie, ma sperimenta da vicino anche gli effetti della crisi climatica, con il conseguente cambiamento del turismo montano e la necessità di immaginare nuove forme di sviluppo.
Il progetto prova a lavorare dentro questa complessità, portando a scuola strumenti di lettura critica e occasioni di partecipazione. Studenti e studentesse non sono destinatari passivi, ma parte attiva del percorso: osservano, scelgono, progettano e contribuiscono alla costruzione delle restituzioni finali.
Attorno al progetto si è costruita unarete di realtà territoriali, ambientali e culturali: DESSBg (Distretto di Economia Sociale e Solidale), Legambiente Bergamo, Biodistretto Agricoltura Sociale BG e Comitato Orobie Vive.
La prima annualità ha preso avvio da un lavoro di formazione e confronto sui temi della crisi climatica e degli Obiettivi dell’Agenda 2030.
Tra i possibili focus, le classi hanno scelto di proseguire il percorso sull’Obiettivo 12: consumo e produzione responsabili. Una scelta che permette di tenere insieme molti livelli: gli oggetti che usiamo ogni giorno, le filiere che li producono, gli scarti che generiamo, le alternative possibili.
Con il contributo di Legambiente e DESS, studenti e studentesse hanno approfondito il ciclo di vita dei prodotti, l’impronta ambientale e le pratiche che possono ridurre sprechi e impatti. Il lavoro non si è limitato alla trasmissione di contenuti: ogni attività è stata pensata per trasformare i temi ambientali in esperienza e possibilità di azione.
Una tappa importante del percorso è stata dedicata alturismo responsabile, attraverso momenti partecipativi con un'accompagnatrice interculturale del progetto Migrantour.
Sulla base dei concetti di affrontati nelle sessioni precedenti, le classi hanno lavorato in gruppo alla costruzione di proposte di viaggio sostenibile, ragionando su trasporti, accessibilità, comunità locali, esperienze lente e impatto ambientale. I cartelloni realizzati hanno mostrato una prima consapevolezza sul tema, ma anche il bisogno di rendere più concrete alcune parole spesso usate in modo generale, come “sostenibile” o “rispettoso”.
Il laboratorio è diventato così un esercizio di sguardo: non solo progettare un viaggio, ma chiedersi quali effetti produce, quali risorse utilizza e quali relazioni attiva.
Dopo il lavoro sul turismo responsabile, lo sguardo si è avvicinato al territorio reale.
Attraverso incontri con alcune realtà locali — Frutteto Sociale, Museo della Torre di Comenduno, Maglio Calvi e Associazione Astorica — studenti e studentesse hanno iniziato a leggere Albino come un insieme di luoghi, storie, pratiche e possibilità.
La mappatura partecipata ha fatto emergere elementi molto diversi: il Santuario della Madonna della Gamba, il Museo della Torre, il Comune di Albino, il Ponte Romanico, la Biblioteca e il Fiume Serio. Accanto ai luoghi storici e paesaggistici sono comparsi anche spazi della quotidianità, servizi pubblici, realtà produttive e riferimenti multiculturali, segno di una rappresentazione del territorio non limitata ai monumenti.
Questa prima mappa collettiva sarà una base importante per la seconda annualità, quando il progetto lavorerà alla costruzione di un itinerario narrativo su Albino e sulla Valle Seriana.
Accanto all'approfondimento ambientale e territoriale, T’iMPATTO ha avviato un percorso artistico curato da The Drawing Hall, spazio indipendente dedicato al disegno contemporaneo e alla ricerca sui linguaggi visivi.
Il lavoro ha permesso a studenti e studentesse di avvicinarsi all’arte non come prodotto finale, ma come processo di osservazione e rielaborazione. L’incontro con Andrea Mastrovito ha aperto una riflessione sul disegno come strumento per guardare la realtà e tradurla in immagini. Con il workshop “Global Education” di Giuseppe Stampone, il percorso si è poi concentrato sugli Abbecedari e sulle Mappe, pratiche artistiche partecipate che raccolgono parole e memorie di un luogo.
Dentro questa cornice, ragazze e ragazzi hanno sperimentato tecniche diverse, dalla cianotipia al collage, dal frottage alla composizione visiva, fino alla costruzione di un primo alfabeto collettivo legato alla sostenibilità e al territorio.
L’arte, in T'iMPATTO, dà forma a ciò che si è imparato. Nel 2027 questo lavoro proseguirà verso la realizzazione di un prodotto artistico partecipato, pensato come restituzione alla scuola e alla comunità.
Negli ultimi giorni dell’anno scolastico, durante la mattinata di cogestione organizzata da studenti e studentesse, Cooperativa Ruah ha proposto anche Luce agli scarti, un laboratorio dedicato all’upcycling e al ciclo di vita degli oggetti.
L’attività ha aperto il percorso a un gruppo più ampio della comunità scolastica, offrendo un’esperienza concreta sul valore nascosto dei materiali destinati allo scarto. Un modo per chiudere la prima annualità tornando a una delle domande centrali del progetto: che cosa può essere trasformato, se impariamo a guardarlo diversamente?
La seconda annualità sarà dedicata alla ricerca sul territorio, alla costruzione dell’itinerario narrativo e alla produzione dell’opera finale. Il percorso si concluderà con un momento pubblico di restituzione aperto alla comunità scolastica, ai partner, alle realtà territoriali e alla cittadinanza.
T'iMPATTO non propone risposte semplici a questioni complesse. Prova piuttosto ad accompagnare ragazze e ragazzi a immaginare modi nuovi per raccontare e abitare un territorio con una forte identità e una ricca storia, nominando e dando forma ai cambiamenti che lo stanno caratterizzando.
Un oggetto cambia valore quando cambia lo sguardo con cui lo osserviamo. Ciò che per una persona non serve più può diventare utile per qualcun’altra; ciò che sembrava destinato allo scarto può tornare in circolo e generare nuove possibilità.
È da questa idea semplice, ma capace di mettere in discussione le nostre abitudini, che nasce la festa finale di Pianeta A – FormAzioni e pratiche per un mondo sostenibile, il progetto realizzato da Cooperativa Ruah con il sostegno di Fondazione della Comunità Bergamasca.
Sabato 11 luglio, dalle 16.00 alle 19.00, gli spazi di Edoné accoglieranno uno Swap Festival dedicato al riuso e alla capacità di trasformare anche i gesti quotidiani in occasioni di partecipazione.
Durante l’anno, Pianeta A ha attraversato scuole, quartieri e spazi di comunità attraverso percorsi educativi, attività del programma Green School, Swap Party e Centri del Riuso Itineranti.
Esperienze diverse, unite da uno stesso approccio: la sostenibilità non come insieme astratto di principi, ma come pratica da sperimentare. Ridurre gli sprechi, prolungare la vita degli oggetti e interrogarsi sui propri consumi diventano così modi concreti per comprendere il legame tra scelte individuali e di comunità.
La transizione ecologica, infatti, non riguarda soltanto tecnologie e processi produttivi. Passa anche dalla possibilità di costruire nuove abitudini e rendere accessibili alternative al consumo lineare.
Nel corso del pomeriggio sarà possibile portare beni ancora in buono stato e rimetterli in circolo attraverso lo Swap Party e il Centro del Riuso Itinerante.
Ma gli oggetti non cambieranno soltanto proprietario. Grazie al Progetto AriTmica, potranno trasformarsi anche in strumenti musicali (partecipazione gratuita, è gradita prenotazione alla mail [email protected])
Un porta-CD, una cesta da friggitrice, una ciotola o un vassoio possono produrre un ritmo? Il laboratorio socio-espressivo di AriTmica parte proprio da questa domanda e utilizza materiali quotidiani e inaspettati per creare musica, esplorare le dinamiche del gruppo e favorire collaborazione e ascolto.
Un’attività aperta a bambine, bambini e persone adulte, nella quale il riuso incontra il gioco e la creatività.
La giornata conclusiva non sarà soltanto il momento finale di un progetto, ma una restituzione pubblica del lavoro svolto insieme a scuole, famiglie, realtà territoriali e partner.
Pianeta A ha mostrato come l’economia circolare possa diventare anche un’esperienza educativa e comunitaria: non solo ridurre l’impatto ambientale, ma creare occasioni di partecipazione e scambio di competenze.
Rimettere in circolo un oggetto significa riconoscerne il valore oltre il suo primo utilizzo. Rimettere in circolo conoscenze e pratiche generando relazioni significa contribuire a costruire comunità più consapevoli e capaci di immaginare insieme il proprio futuro.
Il 23 giugno 1946 veniva firmato l’accordo italo-belga passato alla storia come accordo “uomo-carbone”: l’Italia si impegnava a inviare lavoratori nelle miniere del Belgio in cambio del carbone necessario alla ricostruzione del Paese nel dopoguerra.
Dentro quella formula c’erano migliaia di vite. Uomini partiti da molte regioni italiane, anche dalla Bergamasca, spinti dal bisogno di lavorare e dall’idea che altrove potesse aprirsi una possibilità che a casa sembrava non esserci.
A questa memoria dà voce “Gli ultimi minatori. 8 agosto Marcinelle”, podcast realizzato dall’Associazione Nembresi nel mondo, scritto e narrato da Paolo Riva e Diego Ravier, con sound design e musiche di Angelo Miotto, prodotto da Intreccimedia con il contributo di Fondazione Cariplo (Scarica la cartolina)
Il podcast raccoglie le voci di numerosi ex minatori italiani emigrati in Belgio. Sono testimonianze raccolte in anni di lavoro da Paolo Riva e Diego Ravier, per non perdere il racconto diretto di una generazione che ha conosciuto la miseria e l’emigrazione, le discriminazioni e il sacrificio, ma anche la soddisfazione e l’orgoglio di una vita costruita lontano da casa.
Il racconto conduce fino all’8 agosto 1956, giorno della tragedia nella miniera del Bois du Cazier di Marcinelle. A causa di un incidente scoppiò un incendio: morirono 262 lavoratori, 136 dei quali italiani. È uno dei più gravi incidenti nella storia mineraria del Belgio e dell’Europa; anche per questo il Parlamento europeo ha chiesto che l’8 agosto diventi la Giornata europea in memoria delle vittime del lavoro. Tra le voci del podcast c’è anche quella di Lino Rota, ex minatore e soccorritore, che ricorda ciò che vide scendendo nelle gallerie alla ricerca dei sopravvissuti.
“Gli ultimi minatori” non è soltanto il racconto di una tragedia. È anche la storia di un lavoro cercato lontano e di persone che, dentro l’accordo “uomo-carbone”, rischiavano di essere viste come forza lavoro utile e non come vite intere. Lo raccontano anche alcuni passaggi del podcast: gli arrivi nelle stazioni merci, i rimpatri, le procedure che accompagnavano una migrazione pensata soprattutto come spostamento di manodopera. La Bergamasca conosce bene questa memoria: è stata terra di emigrazione, di famiglie divise dalla distanza e di comunità costruite altrove. Riascoltarla oggi permette di tenere insieme passato e presente, ricordando che ogni migrazione porta con sé una storia più grande del lavoro cercato o del confine attraversato.
Cooperativa Ruah collabora al progetto insieme a una rete di realtà territoriali e internazionali, riconoscendo il valore di un lavoro che custodisce memoria e apre domande sul presente.
Il podcast è realizzato in collaborazione con Cooperativa Impresa Sociale Ruah, il Comune di Nembro, l’Ente Bergamaschi nel mondo, Fondazione Migrantes – CEI, il progetto Fileo della Diocesi di Bergamo, l’Amicale des Mineurs des Charbonnages de Wallonie, il Circolo di Bruxelles dei Bergamaschi nel mondo, i coniugi Mariuccia e Lino Rota e il Museo della Miniera e dell’Emigrazione di Nembro.
Il primo dei quattro episodi è disponibile online su tutte le piattaforme di ascolto dal 22 giugno. Su Spotify lo trovi qui.
Il podcast sarà presentato:
24 giugno, ore 19.00
Bruxelles, libreria caffè Piola Piccola
29 giugno, ore 11.30
Marcinelle, Museo del Bois du Cazier
18 luglio, ore 12.00
Santuario Madonna della Cornabusa, Valle Imagna
3 agosto, ore 20.45
Museo della Miniera e dell’Emigrazione, Nembro
L’appuntamento di Nembro accompagnerà anche la pubblicazione di “Sotto le stesse stelle”, la storia a fumetti di Lino Rota.
Sabato 20 giugno Bergamo celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato con una camminata e una festa aperte alla città: un’occasione per richiamare l’attenzione sui diritti delle persone in movimento, ascoltare storie e testimonianze e riconoscere il ruolo delle comunità nella costruzione dell’accoglienza.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra enti locali, organizzazioni del Terzo Settore, associazioni, sindacati e realtà impegnate nella tutela dei diritti e nei percorsi di accoglienza e inclusione, nell'ambito della Refugee Week Italia a cui il Comune di Bergamo ha aderito.
Il ritrovo è previsto alle 15.30 in Piazza Pontida, da dove partirà una camminata a tappe con letture fino al Parco del Galgario.
L’arrivo al parco è previsto alle 16.30. Dalle 16.45 il pomeriggio proseguirà con i saluti istituzionali, la presentazione dei Progetti SAI, le testimonianze di persone rifugiate, una performance di Teatro dell’Oppresso, l’esposizione di opere artistiche e gli stand informativi delle associazioni presenti.
Alle 18.00 spazio alla musica dal vivo con il concerto dei Caravan Orkestar. La giornata si concluderà con un aperitivo senegalese a cura di Mouba GastroFood.
Il percorso proseguirà martedì 23 giugno, alle 17.00, nella Sala consiliare di Palazzo Frizzoni, con la sottoscrizione della Carta per l’Integrazione UNHCR e della Carta per l’Integrazione delle Associazioni e del Terzo Settore.
Alle 19.00 seguirà un rinfresco a buffet nella Sala Cavalli di Palazzo Frizzoni.
La Giornata Mondiale del Rifugiato si inserisce in un calendario diffuso di iniziative dedicate ai diritti, alle esperienze delle persone in movimento e alla conoscenza dei percorsi di accoglienza.
Il programma si è aperto il 6 giugno alla Biblioteca Tiraboschi con La voce dei diritti, laboratorio rivolto alle persone accolte nei Progetti SAI e dedicato alla mappatura dei luoghi della quotidianità, dei desideri e delle barriere che possono limitare l’accesso ai diritti.
Gli incontri informativi L’invasione. Informarsi, oltre la paura, curati da Amnesty International, Emergency e RESQ, sono stati programmati il 12 giugno alla Biblioteca Tiraboschi, il 16 giugno all’Auditorium del Centro culturale Roberto Gritti di Ranica e il 18 giugno alla Biblioteca di Trescore Balneario.
Dal 13 al 28 giugno, al Monastero del Carmine, è inoltre visitabile la mostra fotografica Rinascita: storie di donne sopravvissute. Alla mostra sono collegati l’incontro Rinascita – Donne oltre le guerre, previsto il 20 giugno dalle 10.00 alle 12.00 al Fondaco del Sale, la performance teatrale Linea con aperitivo dal mondo, il 26 giugno alle 20.00, e il laboratorio teatrale Rubata di tutto e di me, in programma il 27 giugno dalle 10.00 alle 18.00. Per gli appuntamenti che richiedono la prenotazione è possibile consultare il sito di Insieme per Mano.
Scarica la locandina: Verso la GMR - gli appuntamenti prima e dopo il 20 giugno
Scarica la locandine del 20 e 23 giugno
Consorzio Sol.Co. Città Aperta, Cooperativa Il Pugno Aperto, Cooperativa Ruah, Fondazione Casa Amica, ACLI Bergamo APS, Associazione MICAELA ODV, CGIL Bergamo, CIR Bergamo – Consiglio Italiano Rifugiati, CISL Bergamo, Common – circolo giovani ACLI Bergamo, Comune di Bergamo, Coordinamento provinciale bergamasco enti locali per la Pace e per i Diritti Umani, Insieme per Mano ETS, Medici Senza Frontiere, Mediterranea Saving Humans EDT Bergamo, Mouba GastroFood, Programma Community Matching – UNHCR, ResQ People Saving People, Rete bergamasca Pace e Disarmo, Ink Club, We Care Bergamo, Comune di Levate, Comune di Osio Sotto e Consorzio Valcavallina.
Che cosa rende un centro di accoglienza qualcosa di più di un luogo temporaneo? In che modo le relazioni quotidiane possono incidere sul benessere, sulla fiducia e sui percorsi di autonomia delle persone accolte?
A queste domande prova a rispondere il report “Relazioni generative: identità, benessere e capitale sociale nei Centri di Accoglienza Straordinaria”, una ricerca esplorativa condotta da un gruppo di colleghi e colleghe di Cooperativa Ruah (Alice Bendotti, Tasfia Faravi, Asil Omar, Giorgia Scandella, Lidia Schiavi, Adriana Coronel, Renato Coradi) presso il CAS di Via Sudorno, a Bergamo.
Il lavoro nasce dall’ascolto diretto delle persone coinvolte: sono state realizzate 27 interviste con persone accolte o già uscite dal CAS, affiancate da questionari rivolti a volontarie, volontari e figure professionali dell’accoglienza. Ne emerge uno sguardo concreto sul valore dell’approccio relazionale nei percorsi di accoglienza.
Le persone intervistate non descrivono il CAS solo come una struttura o un servizio, ma come uno spazio di riconoscimento. Ricorrono parole come “casa”, “famiglia”, “culla”, immagini che raccontano il bisogno di protezione, ma anche la possibilità di ricostruire fiducia e progettualità dopo percorsi spesso complessi.
Il report evidenzia come le relazioni quotidiane con operatrici, operatori, pari e volontari possano diventare fattori di benessere, orientamento e appartenenza. La relazione, in questa prospettiva, non è un elemento accessorio dell’accoglienza, ma una dimensione centrale: permette alle persone di sentirsi riconosciute, sostenute e parte di una rete.
Allo stesso tempo, la ricerca mostra che l’impatto riguarda anche chi partecipa ai percorsi di accoglienza come volontario o volontaria. L’esperienza del buddy, ad esempio, viene raccontata non come semplice aiuto, ma come occasione di incontro, consapevolezza e trasformazione reciproca.
Il report non nasconde le criticità. Tra le principali difficoltà emergono l’apprendimento della lingua italiana, la gestione dei documenti, la burocrazia e il passaggio alla vita fuori dal CAS. Proprio la fase post-accoglienza appare come uno dei momenti più delicati, perché può comportare la perdita non solo di un supporto materiale, ma anche di relazioni significative.
Dalla ricerca emergono alcune indicazioni operative: rafforzare la formazione relazionale e interculturale, potenziare l’orientamento linguistico e documentale, costruire reti di accompagnamento post-CAS e favorire occasioni di incontro tra centro di accoglienza, cittadinanza, scuole, associazioni e territorio.
Il CAS, in questa lettura, non è solo un luogo di transito. Può diventare uno spazio generativo, capace di produrre benessere, capitale sociale, appartenenza e partecipazione. Un luogo in cui le persone accolte non sono destinatarie passive di un servizio, ma soggetti attivi, portatori di storie, competenze e possibilità.
Domenica 17 maggio l’Orto Botanico G. Longhi di Romano di Lombardia ospiterà la “Festa di Primavera – Facciamo fiorire la pace”, una giornata diffusa di attività dedicate ad ambiente, relazioni, benessere e partecipazione, promossa dalla rete “Seminare Valore, Coltivare Comunità”.
All’interno della manifestazione sarà presente anche Triciclo Bergamo con uno spazio dedicato alla vendita second hand e alla promozione del riuso come pratica quotidiana di sostenibilità ambientale e sociale.
La festa nasce per valorizzare relazioni, comunità e cura dei territori attraverso esperienze condivise e attività aperte a tutte le età. Il programma della giornata intreccia laboratori, incontri, musica, natura e pratiche di benessere, trasformando l’Orto Botanico in uno spazio di incontro e partecipazione.
Tra le attività previste:
La presenza di Triciclo si inserisce nel lavoro che Cooperativa Ruah porta avanti sui temi dell’economia circolare, del riuso e della sostenibilità, promuovendo pratiche capaci di unire attenzione ambientale, inclusione sociale e costruzione di comunità.
📅 Domenica 17 maggio 2026
📍 Orto Botanico G. Longhi
Romano di Lombardia
⚠️ In caso di maltempo l’evento sarà rimandato a domenica 31 maggio.




