Nel programma di “Fatiche e sfide dell’incontro”, il percorso dedicato ai temi di pregiudizi, stereotipi e discriminazioni (qui il programma completo), trova spazio anche l’arte contemporanea con l’installazione “Per andare oltre” dell’artista Mosa One.
L’iniziativa si inserisce nella settimana tematica promossa in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale (21 marzo) ed è finanziata da UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, organismo della Presidenza del Consiglio dei Ministri impegnato nella promozione delle pari opportunità e nel contrasto a ogni forma di discriminazione.
La mostra sarà visitabile dal 16 al 28 marzo presso l’Abbazia di San Paolo d’Argon, accompagnata da momenti di incontro e da un workshop con l’artista, venerdì 20 marzo ore 17.
ORARI VISITA: da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 16 e durante gli eventi della settimana.
L'installazione sarà visitabile anche in altri momenti dell’anno:
L’installazione “Per andare oltre” esplora il tema del superamento dei confini, geografici, culturali e interiori, prendendo la migrazione come spazio simbolico di incontro.
Il percorso mette in parallelo esseri umani e uccelli migratori: entrambi attraversano territori, stagioni e ostacoli spinti da necessità profonde, alla ricerca di nuove possibilità.
Nelle opere il volo degli uccelli diventa metafora di un movimento più ampio: quello verso l’altro.
Al centro della composizione emerge la parola taʿārafū, che significa “conoscetevi a vicenda”, un invito a superare i limiti della propria percezione e a riconoscere l’identità come relazione.
Le forme calligrafiche arabe si intrecciano con figure umane e tracce di ali, creando un linguaggio visivo ibrido che racconta incontro, trasformazione e possibilità di relazione tra culture diverse.
Mosa One è un artista multidisciplinare di 28 anni che intreccia nella sua pratica murales, opere tessili cucite a mano e installazioni.
Cresciuto nella periferia romana, si avvicina all’arte attraverso i graffiti all’età di tredici anni. Il suo percorso artistico si sviluppa rapidamente fino a portarlo, a diciannove anni, a realizzare un murale al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma.
Nel corso degli anni ha collaborato con numerose istituzioni e realtà internazionali, tra cui UNICEF, Netflix e Nike, e alcune sue opere sono esposte sia nello spazio urbano sia in importanti contesti museali, come la Fondazione Merz di Torino.
Nato a Roma da genitori egiziani, Mosa One porta nella sua ricerca il tema della doppia identità culturale. Attraverso le sue opere riflette su appartenenza, marginalità e conflitto culturale, trasformando l’arte in uno spazio di dialogo e redenzione sociale.
Al centro della sua visione c’è l’idea che siamo tutti parte dello stesso puzzle e che l’identità non possa essere ridotta a confini geografici o culturali.
Con “Per andare oltre”, Mosa One invita il pubblico a guardare oltre le categorie che separano e a riconoscere nelle differenze una possibilità di conoscenza reciproca.
Un percorso artistico che trasforma lo spazio espositivo in un luogo di incontro e riflessione, dove arte, identità e migrazione si intrecciano per aprire nuove prospettive sul presente.




